| “I volontari donatori di sangue, che professionalmente sono dipendenti pubblici, vengono penalizzati dal ministro Brunetta che ha previsto – in un apposito decreto – una decurtazione economica per chi si assenta dal lavoro anche nel caso in cui si rechi a donare sangue”. Lo affermano in una risoluzione presentata oggi dall’Assemblea Legislativa, i consiglieri regionali PD, Miro Fiammenghi e Mario Mazzotti. I due consiglieri si fanno così interpreti della protesta e delle richieste avanzate dalle associazioni dei donatori tese all’eliminazione “di tale assurda forma di discriminazione”.
In un primo tempo il ministro Brunetta si era impegnato a modificare il testo del decreto all’atto della conversione in legge, per escludere i donatori dalle decurtazioni per assenza, riconoscendo alle associazioni il ruolo sociale e civile svolto dal volontariato.
“Quelle del ministro – commentano Fiammenghi e Mazzotti – sono rimaste vane promesse in quanto la Legge 133/08 (conversione in Legge del Decreto 112/08) ripropone lo stesso testo del Decreto e quindi i donatori si troveranno penalizzati da una norma assurda e discriminatoria, situazione paradossalmente aggravata da problemi interpretativi della legge stessa che hanno indotto le Regioni, in sede di conferenza unificata, a muoversi per l’emanazione di linee guida omogenee per tutto il territorio nazionale”.
I due consiglieri regionali chiedono perciò alla Giunta “di adoperarsi, anche in sede di conferenza unificata, affinché il Governo provveda a cancellare la norma vigente che decurta la retribuzione ai dipendenti pubblici che si assentano dal lavoro per le donazioni di sangue riconoscendo nei fatti e non a parole il grande ed insostituibile ruolo del volontariato il cui impegno garantisce da decenni l’autosufficienza di sangue e derivati del sistema sanitario regionale e nazionale”. |