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14.07.2010
L'Area Vasta Romagna punto fermo della sanità

"L'Area Vasta Romagna, che vede la collaborazione in campo sanitario tra le Asl di Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini, va rilanciata e rafforzata alla luce dei positivi risultati fin qui conseguiti. E la valorizzazione passa anche dall'attribuzione all'Area Vasta - attraverso un ruolo istituzionale maggiormente definito - di crescenti competenze che vanno oltre gli accordi volontari , certamente positivi, sottoscritti dalle singole Asl e dalle Conferenze socio-sanitarie". Lo afferma il consigliere regionale PD Miro Fiamenghi.

"L'esperienza concreta di intesa tra le Asl delle tre province e tra le rispettive conferenze socio-sanitarie di riferimento ha consentito il raggiungimento di traguardi importanti sul versante del risparmio delle risorse e della qualificazione dell'offerta sanitaria ai cittadini: 10,5 milioni di euro risparmiati nel 2009 negli approvvigionamenti relativi ai laboratori (compreso quello unico di Pievesestina) e per la fornitura dei farmaci. Cifra che sale a 33,7 milioni risparmiati se rapportati alla durata dei contratti di fornitura.

L'istituzione della centrale unica del 118, oltre a diventare una eccellenza di livello nazionale ha consentito un ulteriore risparmio di 850 mila euro per l'acquisto delle dotazioni necessarie e la razionalizzazione del personale (22 unità sono state destinate a servizi di Pronto Soccorso territoriale, mentre il laboratorio unico ha consentito di utilizzare 56 unità in meno). Altro servizio in crescita è quello del'Irst di Meldola che sviluppa progetti che vanno oltre l'interesse della sola Romagna.

E grazie ai positivi risultati ottenuti dalla direzione tecnica di questi anni, l'Area Vasta deve fare ora un ulteriore passo in avanti. Devono essere completati i progetti avviati o in corso di avvio (logistica economale e farmaceutica, provveditorato unico, anatomia patologica) e la realizzazione di nuovi ambiti di integrazione riguardanti l'amministrazione del personale, assicurazioni, progettazione tecnica, ingegneria clinica e fisica sanitaria. Una politica sanitaria che abbina risparmio a crescita qualitativa, che deve completarsi però con l'attribuzione al'Area Vasta Romagna di nuove competenze in materia di ricerca applicata, innovazione e di dotazione tecnologica.

In conclusione appaiono del tutto inutili le polemiche campanilistiche e le fittizie contrapposizioni tra territori. L'obiettivo comune deve essere quello di elevare la qualità dei servizi favorendo adeguati risparmi. Come sta avvenendo ora nel'Area Vasta Romagna. Il futuro della sanità è sempre più legato allo sviluppo della conoscenza e al consolidamento di una rete di prestazioni e di servizi di alta qualità in centri di cura accessibili facilmente dai cittadini. L'Area Vasta per questo dovrà diventare il bacino di riferimento per programmare l'alta specialità, evitare duplicazioni di investimenti e garantire a tutti i romagnoli servizi moderni ed efficienti".

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Crediti: www.studiopagina.it www.ramanet.com
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