| 10.09.2009 |
| Berlusconi all'attacco dei giornali indipendenti. Il 19 settembre in piazza per la libertà di stampa. |
| “I continui e minacciosi attacchi del presidente del Consiglio, Berlusconi, ai giornali italiani non sono ammissibili in un Paese democratico e civile. Per questo motivo aderisco - e invito tutti ad aderire - alla manifestazione promossa per il 19 settembre per la libertà di stampa. In un Paese dove il Presidente del Consiglio controlla direttamente o indirettamente canali televisivi e giornali, le poche voci indipendenti vengono minacciate e portate in tribunale, con richieste di risarcimenti milionari che suonano come un’intimidazione e come il tentativo di far chiudere le testate che ancora si permettono di esercitare il diritto di opinione e di critica. L’unica verità è quella di Berlusconi, chi si prova a dire il contrario viene additato e minacciato. Ogni cittadino che ama la libertà, così faticosamente conquistata oltre 60 anni fa, auspico che si senta in dovere di scendere in piazza in difesa della libertà di stampa. Il bavaglio ai mass media è sempre stato anticamera della fine della democrazia”. |
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| 10.09.2009 |
| Il Congresso: dibattito con gli iscritti sul sostegno ai redditi più bassi per contrastare la crisi |
| L’Unità pubblica oggi una intervista a Pierluigi Bersani. Il titolo non lascia dubbi sul pensiero del candidato alla segreteria del PD: “Il Governo nasconde la crisi, il conformismo dei media lo aiuta”. L’analisi che svolge successivamente Bersani coincide con l’opinione di migliaia di piccoli e medi imprenditore, di artigiani, di agricoltori: nelle prossime settimane vedremo cadere un numero elevato di aziende che a causa dei consumi troppo bassi, non riusciranno più ad andare avanti. Ciò significherà nuova disoccupazione, nuova povertà. Nel dibattito congressuale di questi giorni dobbiamo mandare segnali forti agli iscritti e all’esterno che dimostrino la nostra diversità rispetto a chi ci (mal) governa attualmente. Nei circoli, in mezzo alla gente, dovrà essere chiaro che il PD punta ad un Paese fatto di tante libertà: libertà di avere un lavoro, di avere un reddito, di poter mantenere la famiglia, di dare una prospettiva ai giovani concreta e non di precariato. Un Paese che punti sulla ricerca e l’innovazione e non che ne tagli i fondi fino all’ultimo centesimo. Il PD propone di mettere soldi nei redditi più bassi, pensioni e salari, per far riprendere i consumi. Quindi di sbloccare il patto di stabilità per avviare migliaia di cantieri per opere pubbliche in grado di dare fiato alle imprese, e un grande piano per la ‘green economy’, quell’economia verde sulla quale il presidente Obama ha costruito l’uscita degli Usa dalla crisi. |
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