"Le proteste degli automobilisti, degli autotrasportatori, ma anche degli abitanti dei territori attraversati dalla E45 sono più che legittime.
Il dissesto stradale è sotto gli occhi di tutti: la principale rete viaria che attraversa l’Italia dal Lazio all’Emilia Romagna per poi arrivare fino a Mestre attraverso la Romea, è un colabrodo.
Ricordo che dal 2000 le Regioni Emilia Romagna e Veneto hanno definito progetti e tracciati per la nuova E55. Da allora mancanza di fondi per l’Anas e nuovi progetti imprenditoriali hanno sostanzialmente mantenuta paralizzata la situazione.
E ora gi effetti sono sotto gli occhi di tutti: ci sono tratti della E45 che strutturalmente non reggono più l’intenso traffico. Non è questione di qualche buca. I rischi sono ben più gravi.
Per la Regione Emilia Romagna la E45 ed E55 sono una priorità assoluta. Perciò nel 2003, 2007 e 2008 il presidente Errani ha sottoscritto con i vari Governi accordi che prevedono il tracciato da Mestre a Orte come priorità su cui investire risorse pubbliche e private, garantendo anche la necessaria manutenzione per la E45.
Il progetto c’è, va finanziato per consentire l’avvio dei lavori. Così come Anas deve garantire la necessaria manutenzione.
Ma non è nemmeno più tempo di polemiche, è tempo di azioni concrete.
Ritengo che le Regioni interessate dall’attraversamento della E45-E55, a prescindere dal colore politico dei rispettivi Governi, debbano svolgere una forte e congiunta azione presso il Governo affinchè si aprano i cantieri della Nuova Romea da Orte a Mestre. Oltre alle Regioni vanno coinvolti Comuni e Province.
Siamo di fronte ad una emergenza nazionale, in gioco c’è purtroppo la vita di tante vittime di incidenti. e la quotidiana paralisi di mezza Italia."
|