| 10.02.2009 |
| Dobbiamo evitare che la crisi sgretoli il sistema delle imprese. Andiamo davati alle fabbriche a parlare con i lavoratori, i dirigenti, gli imprenditori. |
| In queste settimane la Regione in collaborazione con Province e Comuni è impegnata nella rapida messa a punto di quegli interventi volti a sostenere le imprese in questo delicato momento. Il Presidente Vasco Errani ha annunciato un monitoraggio a tutto campo sul rispetto degli impresi presi dalle banche nell’accordo per favorire la liquidità, sostenere gli investimenti e l’innovazione. Insomma, si lavora direi ora dopo ora contro la crisi perché siamo consapevoli che dobbiamo uscire in piedi dalla crisi economica salvaguardando la capacità produttiva e il lavoro. Dobbiamo assolutamente evitare che sotto i colpi della crisi si sgretoli il sistema delle imprese, patrimonio produttivo, fonte di reddito, portatore di cultura.
Dobbiamo difendere il patrimonio di conoscenze acquisito dai lavoratori e quindi occorrono maggiori ammortizzatori sociali, piu' moderni ed estesi a fasce di precariato. Va messa in campo la capacità di studiare modi nuovi per affrontare la crisi senza necessariamente abbandonare il posto di lavoro: si possono lavorare anche tre giorni in un’ottica di salvaguardare l’impresa e l’attività produttiva. Ciò che conta è che il lavoratore si senta sempre parte del sistema economico.
E poi bisogna ridare potere d’acquisto a salari e pensioni. Il carico fiscale è tornato a salire col Governo Berlusconi, l’esatto opposto di quanto serve per ridare fiato ai consumi e quindi per rivitalizzare settori portanti come il commercio e il turismo.
Il 14, 15, 16 febbraio saremo per questi motivi davanti alle fabbriche ad illustrare le nostre idee e ad ascoltare operai, sindacalisti, dirigenti, imprenditori per contrastare assieme gli effetti delle pesanti difficoltà economiche.
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| 11.02.2009 |
| Comunicato dei Consiglieri Fiammenghi e Mazzotti: a fianco della CGIL, a sostegno dei lavoratori. |
| “Maggiori risorse per gli ammortizzatori sociali e loro estensione ad altre fasce di lavoratori più deboli, sostegno ai redditi, interventi per il rilancio della Piccola e media impresa.
Sono i tre punti sui quali basano le proposte anticrisi del PD. Sono anche impegni precisi – affermano Fiammenghi e Mazzotti - che intendiamo portare avanti in ogni sede istituzionale perché riteniamo che il fattore-tempo sia determinante per salvare il reddito di milioni di lavoratori. Per questo stesso motivo siamo a fianco della Cgil e dei suoi iscritti, mobilitati venerdì per la manifestazione “Dalla parte del lavoro - Uguali diritti per tutti i lavoratori”.
Il Governo sta perseguendo una lacerante politica di divisione del Paese tra Nord e Sud, e un’ulteriore divisione sociale tra precari, lavoratori pubblici e privati.
Riteniamo indispensabile estendere, ad esempio, l’indennità di disoccupazione o la cassa integrazione a chi non ne ha diritto, come i precari o i lavoratori delle PMI.
Ma soprattutto riteniamo che debba cambiare il metodo con il quale il Governo intende gestire la crisi. Nella nostra Regione e in provincia di Ravenna le Istituzioni, i sindacati, le associazioni di categoria, le banche hanno dato un ottimo esempio di come si fronteggia la crisi: reazione rapida, dialogo, compattezza, concertazione. Grazie a questo oggi i dati sulla cassa integrazione in gennaio, pur segnando un aumento che ci fa preoccupare, sono percentualmente inferiori rispetto al resto del Paese.
Venerdì saremo al fianco della Cgil assicurando il nostro impegno quotidiano per tutelare lavoratori e imprese”.
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| 27.02.2009 |
| Dichiarazione congiunta Consiglieri regionali Fiammenghi e Mazzotti su approvazione norme per calendario venatorio 2009-2012 |
| L’Assemblea legislativa regionale ha approvato le norme per la definizione del calendario venatorio regionale valide per le stagioni venatorie 2009/2010, 2010/2011 e 2011/2012.
Vengono confermate le previsioni che hanno permesso di raggiungere risultati positivi negli scorsi anni: tutela della fauna, del territorio, delle attività agricole.
Consideriamo infatti fondamentale assicurare che il prelievo venatorio si concili al meglio con la tutela del patrimonio faunistico e con la salvaguardia delle produzioni agricole.
Grazie all’esperienza di questi anni, ed al coinvolgimento di Province, Associazioni di categoria, mondo del volontariato, abbiamo approvato norme che confermano e rafforzano la sostenibilità delle azioni venatorie in Emilia-Romagna. assicurando compiti e responsabilità precise alle Amministrazioni provinciali.
Abbiamo quindi confermato – essendo pienamente attuali – le norme relative ai prelievi selettivi degli ungulati articolati per sesso e classi di età, agli orari venatori, alle misure di salvaguardia dell’ambiente agricolo-forestale ed all’articolazione delle giornate e dei periodi di caccia.
Per combattere meglio ed in modo più integrato e responsabile i danni all’agricoltura, sono delegate alle Province le responsabilità di individuare la regolazione dell’esercizio venatorio sui terreni coltivati ad erba medica da foraggio.
Con ciò sono state quindi accolte alcune delle richieste provenienti dal mondo venatorio ravennate.
Per l’esercizio delle funzioni di vigilanza venatoria è stata ripristinata la figura delle guardie venatorie provinciali, di cui all’art. 27 delle leggi statali.
E’ importante anche l’introduzione di un articolo che ripropone le misure di conservazione da adottare nelle Z.P.S. (Zone di Protezione Speciale) previste in una specifica norma statale (DM 184/2007). |
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| 27.02.2009 |
| Regione: Approvato il progetto di legge "Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile" |
| E’ stato approvato dall’Assemblea Legislativa regionale il progetto di legge che detta norme sulla “Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile”.
“E’ un’azione importante della Regione Emilia-Romagna che rafforza le politiche per la legalità e la sicurezza sul lavoro”, commentano i consiglieri regionali PD Mario Mazzotti e Miro Fiammenghi. “E’ provata la relazione diretta tra la violazione delle condizioni di sicurezza e lo scarso rispetto delle norme in materia contrattuale, assicurativa e previdenziale. Per noi questo non è accettabile, ed abbiamo creato un testo normativo che premia le tante imprese che da noi assicurano lavoro in regola, qualificato, nel rispetto di ogni condizione di sicurezza e legalità. Responsabilizziamo imprese e lavoratori per ottenere una migliore qualità del lavoro e rafforzare la coesione sociale”.
Mazzotti e Fiammenghi evidenziano in particolare la concretezza del progetto: “E’ un testo che darà risultati: poche parole e molti fatti. Le imprese devono rispettare requisiti chiari, precisi, oggettivi per ottenere incentivi e contributi regionali: devono cioè assicurare trasparenza, legalità, condizioni di lavoro secondo le norme e la piena applicazione di ogni disposizione vigente in materia di sicurezza e tutela della salute sui luoghi di lavoro. Il provvedimento regionale rafforza i Protocolli per la sicurezza sul lavoro – ad esempio in ambito portuale - sottoscritti a Ravenna, che si conferma così una delle realtà più attente ai temi della sicurezza”. |
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| 05.02.2009 |
| Riflessioni sul Partito Democratico |
| Dal Partito Democratico non si torna indietro: per me non solo questo è chiaro, ma è una necessità per il Paese e la Democrazia.
Mi sono, ci siamo, impegnati per farlo nascere con passione e ragione.
Il 14 ottobre 2007 è accaduto un fatto importante che ha segnato il corso della politica nel nostro Paese e che nessuno può considerare un incidente della storia.
3.5 milioni di cittadini elettori hanno fatto nascere il PD italiano come strumento dell’agire politico dei riformisti democratici nel nostro Paese. Poi, la crisi del Governo Prodi, le elezioni anticipate, la campagna elettorale, la sconfitta. La riflessione sulla sconfitta e al contempo la necessità di organizzare una opposizione di Governo forte e credibile con proposte chiare rispetto ai problemi del Paese.
Contrapporre ad un Governo che non ha idee e proposte per rispondere ai problemi del Paese e oggi ad una crisi economico finanziaria e sociale gravissima, idee, progetti e proposte che aiutino le famiglie, i lavoratori, le imprese ad uscire dalla crisi in piedi, consolidando capacità produttive, muovendo le produzioni, valorizzando e riconvertendo la capacità dei lavoratori. Innovare gli ammortizzatori sociali per garantire sicurezza anche ai precari. Siamo un partito nuovo e dobbiamo crescere in fretta per essere utili al Paese e ai cittadini.
Tocca a noi far crescere la creatura che abbiamo fatto nascere, a tutti noi che abbiamo partecipato alle primarie del 14 ottobre, siamo andati a ritirare il certificato di fondatore del PD e in quel momento abbiamo incominciato a costruire la struttura, il corpo del partito nuovo, e in queste settimane abbiamo ritirato le prime tessere.
Che cosa dobbiamo o possiamo fare?
Ø Sostenere i nostri candidati a Sindaco o Presidente di provincia, le liste del PD e/o di centrosinistra per le elezioni amministrative del 6 e 7 giugno prossimi.
Ø Le prossime elezioni europee devono impegnare tutti noi come abbiamo fatto alle politiche. La presenza del PD in Europa è importante, ed è importante consolidare i consensi al nostro partito in questa fase della politica italiana.
Ø Bisogna iscriversi al PD e lavorare per aumentarne il numero. Anche così il partito può crescere.
Ø Promuovere molteplici iniziative volte ad informare sulle proposte del PD in merito all’approccio alla crisi economica e finanziaria. Ascoltare il malessere, le preoccupazioni, le paure e dar loro una voce. Gli italiani devono sapere che abbiamo idee e proposte e vogliamo rappresentare gli interessi dei cittadini.
Ma dobbiamo pensare anche al nostro futuro e a come far crescere il PD.
Penso ad un partito con una forte e chiara identità culturale e politica, capace di mescolare culture diverse e di costruire sintesi politiche adeguate al nuovo millennio, dal testamento biologico alla crisi mediorientale, dalla crisi economica e finanziaria all’esigenza di nuove sicurezze.
Che invera in questa epoca i valori di giustizia, libertà, solidarietà, diritti civili e la democrazia come valori universali.
Come si fa? Cosa significa partito identitario?
Credo che la nostra “carta di riconoscimento” possa essere costruita su tre filoni principali:
v La pace fondata su di un nuovo equilibrio internazionale e su reali strumenti di governo del mondo. E’ la comunità internazionale con gli strumenti della politica e della diplomazia che deve essere sempre e comunque capace di affrontare i focolai di guerra regionali, oltre le zone di influenza, e attraverso una nuova distribuzione della ricchezza. Il mondo è cambiato, nessuna guerra lo può governare, è necessario integrare le civiltà.
v La crescita economica internazionale non può essere fondata sulla finanza sganciata dalla produzione, ma su una nuova distribuzione internazionale della ricchezza e su politiche di sviluppo sostenibili ed ecologicamente compatibili.
Obama insegna: da uno sviluppo fondato sul binomio petrolio armamenti ed uno sviluppo fondato sul binomio energie rinnovabili diritti universali per le persone.
v Innovare ed ampliare l’insieme dei diritti universali fondati sui bisogni delle persone e famiglie ( scuola, sanità, sicurezze sociali). Il modello europeo deve essere rinnovato, ma già oggi garantisce coesione sociale, benessere, sicurezza. Un nuovo civismo, fondato su diritti universali e solidarietà. E’ un modello di riferimento.
E’ poco?
Discutiamone alla conferenza programmatica di aprile e al congresso del prossimo autunno.
Penso che un partito si possa costruire solo sull’identità su cui definire un progetto politico e un programma di governo. Una sintesi che mescola e amalgama culture e storie diverse ma vive.
Ecco un partito: popolare, radicato nel territorio che sia utile al Paese e che svolga una funzione da protagonista sul piano internazionale.
Un partito con tanti iscritti distribuiti in tutto il Paese, che stimola e organizza la partecipazione dei cittadini alle sue scelte sia per selezionare i suoi gruppi dirigenti, sia i suoi candidati a cariche pubbliche, ma anche e prima di tutto rispetto ai problemi e ai programmi.
Un partito è un gruppo dirigente che ha sedi e strumenti per scegliere e decidere.
Noi, ad esempio, in Emilia Romagna, ancora siamo questo ma con sempre maggiori limiti e difficoltà.
Le primarie? Non possono essere la nostra identità. Ma uno strumento che insieme ad altri concorra a determinare la selezione di gruppi dirigenti.
Si devono attivare quando lo si ritiene opportuno e sulla base di regole definite che oggi ancora sono imprecise e insufficienti.
Comunque penso che una riflessione sulle primarie andrebbe fatta dopo questa fase.
Un partito vero, quindi, che durante la settimana è impegnato a parlare di salari, pensioni, sicurezza sociale, sviluppo, diritti e ancora altro.
Presente nel territorio, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, che sappia creare nuovi strumenti di comunicazione e partecipazione.
Questo per me è un partito che vive, non per sé ma per essere utile ai cittadini e alla comunità locale, nazionale ed internazionale.
Che valorizza il ruolo e la funzione degli iscritti, che stimola e organizza la partecipazione dei cittadini, che sempre e comunque è impegnato a soddisfare l’interesse pubblico generale. Per me, questo sarà il PD e vedremo. |
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| 05.02.2009 |
| Il Governo non è in grado di fronteggiare la crisi. Le proposte del Pd per l’estensione degli ammortizzatori sociali e il sostegno alle imprese |
| Con una superficialità e un’incoscienza che non ha eguali, il Governo Berlusconi continua a sottovalutare la crisi. Eppure in gennaio il mercato delle auto in Italia è crollato del 32%, la produzione industriale a novembre è calata del 12,7, tre imprese su quattro faticano ad avere linee di credito, 60 mila esercizi commerciali hanno chiuso, a dicembre il numero delle ore di cassa integrazione è cresciuto del 526 per cento. Ci sono 7 milioni di dipendenti privati e 2 milioni di precari che se perdono il lavoro sono in mezzo alla strada.
Non sarà certo la social card a risolvere qualche problema. Per 200 mila anziani non c'è possibilità di ottenerla. Era più utile un piccolo sostegno alle pensioni più basse.
Invece di grandi strategie, ogni giorno si buttano là numeri a caso: una manovra da 30 miliardi anticrisi, poi da 40 ma senza mai spiegare da dove vengano i soldi e dove vanno.
La verità è che quello italiano è il governo che ha stanziato meno fondi per fronteggiare la drammatica crisi: per ora siamo nell’ordine dei 4/5 miliardi di euro oltre ai soldi buttati su Alitalia.
In Germania hanno investito ora 50 miliardi per i prossimi due anni, 31 li hanno investiti nello scorso autunno, hanno creato un fondo di 100 miliardi per le imprese; in Francia 24 miliardi di euro; in Gran Bretagna 20 miliardi di euro.
Noi proponiamo di estendere gli ammortizzatori sociali, prima con un fondo e poi con un sussidio unico di disoccupazione che consenta di fronteggiare la disoccupazione quando questa riguarda lavoratori o lavoratori precari che hanno perduto il lavoro. Vogliamo sostenere i redditi, attraverso la dote fiscale e l'aumento degli assegni familiari. Grandi, piccole e medie imprese richiedono un intervento di sostegno mirato allo sviluppo, che purtroppo non arriva. In questa prospettiva il sostegno ad una azienda come la Fiat, con i suoi fornitori diretti (molti dei quali in Emilia Romagna e in provincia di Ravenna), si ripercuoterebbe in maniera positiva su una grande parte dell’ economia del nostro paese considerando il circuito di settori coinvolti. Dalla siderurgia all'elettronica, dalle macchine utensili alla chimica, per non parlare del lavoro della rete di concessionari e assistenza.
Si è scelto di detassare gli straordinari, anziché come noi abbiamo proposto, detassare stipendi, pensioni e restituire il fiscal drag.
Questi due elementi sono la causa della riduzione del potere d’acquisto e della sensazione diffusa di essere sempre più poveri.
In Emilia Romagna abbiamo fatto uno sforzo che può essere preso ad esempio dall’intero Paese. Cinquanta milioni di sostegno alle imprese, 25 milioni per i settori del commercio e turismo. Un accordo con le banche perché sostengano la liquidità del sistema imprenditoriale. E ora gli accordi Regione singole Province per progetti di sviluppo economico con 150 milioni di euro già a bilancio, più l’accesso ai fondi UE e statali.
Questo è un modo serio e corretto di aiutare gli italiani a superare la crisi.
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