| 25.11.2009 |
| Fiammenghi e Mazzotti: "Piano paesistico regionale: più tutela per l'ambiente, le città e le periferie" |
Approvata in Assemblea Legislativa la Legge che ha come obiettivo il miglioramento della qualità del territorio, delle città, delle periferie e delle aree degradate.
«La legge che abbiamo approvato oggi, Norme in materia di tutela e valorizzazione del paesaggio, modifica la legge 20 del 2000, Disciplina generale sulla tutela e l’uso del territorio. E’ una nuova normativa destinata a migliorare la qualità del territorio, delle città, delle periferie, delle aree degradate – hanno sottolineato il relatore della Legge Mario Mazzotti e il collega consigliere del PD Miro Fiammenghi – Si approvano le procedure per l’adeguamento di uno strumento strategico per la tutela del paesaggio, come il Piano Paesistico regionale (Codice Urbani) connettendolo alle norme urbanistiche e territoriali e si istituisce la commissione regionale per il paesaggio».
«Dalla discussione - proseguono Mazzotti e Fiammenghi - è emerso il tema della deregolazione di fatto a cui sono soggetti gli impianti industriali di produzione di energia da fonti rinnovabili. La materia dovrà essere normata da linee guida nazionali, tuttora assenti, emanate con l’intesa della Conferenza Stato-Regioni. Tale assenza impedisce di avere norme precise ad esempio per la realizzazione e localizzazione di impianti eolici, di impianti di fotovoltaico di grandi dimensioni in campagna e di impianti di biomasse». «Nel ribadire che il Piano Pesistico regionale vigente ha valore anche in materia energetica, la legge invita la giunta, in attesa delle linee guida nazionali, ad emanare un atto ricognitivo in materia».
«Consideriamo fondamentale e prioritario assicurare un ruolo attivo e propositivo dei valori paesaggistici, quale elemento centrale per il rilancio dell’immagine e dell’identità regionale, della qualità territoriale e come fattori di sviluppo equilibrato e sostenibile anche sotto il profilo economico-sociale».
«Facciamo anche oggi un passo in avanti per assicurare più qualità all’Emilia-Romagna, al suo territorio, ai cittadini che lo abitano. Il paesaggio ha un ruolo chiave per dare più benessere, è un prezioso elemento identitario della nostra Regione», concludono Mazzotti e Fiammenghi.
Cosa cambia la nuova legge
Con questa legge la Regione Emilia-Romagna si dota di una politica per il paesaggio con un obiettivo ben preciso: migliorare la qualità del territorio, delle città, delle periferie, delle aree degradate. Un ruolo centrale, quello del paesaggio, per rilanciare l'immagine e le specificità della Regione. Un ruolo che riteniamo debba essere propositivo, progettuale e partecipato per "disegnare", in connessione con il Piano territoriale regionale (il Ptr) luoghi migliori, in cui vivere, lavorare, divertirsi, producendo nuovi valori, identità, significati, riferimenti territoriali che sono alla base del senso di appartenenza ad un territorio e ad una comunità.
Un aspetto peculiare della nuova legge è quindi quello di avere affiancato alla tradizionale attività della tutela attuata con il Piano Territoriale Paesistico Regionale (che viene confermato nella sua struttura e contenuti essenziali, e che sarà adeguato in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali e la Direzione Generale per i Beni culturali e paesaggio) un percorso progettuale teso alla valorizzazione delle specificità paesaggistiche che connotano il territorio regionale, e al recupero delle aree compromesse e degradate.
La legge prevede anche il monitoraggio delle trasformazioni, da realizzarsi attraverso l'Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio, perché solo attraverso il controllo delle dinamiche territoriali è possibile ottenere gli obiettivi previsti.
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| 25.11.2009 |
| I Consiglieri regionali Fiammenghi e Mazzotti: "No alla privatizzazione delle risorse idriche. Il Governo riapra la discussione con la Regione" |
“L’Assemblea legislativa ha preso posizione – annunciano i consiglieri regionale Pd, Mario Mazzotti e Miro Fiammenghi – contro la norma approvato dal Governo che sostanzialmente privatizza la gestione delle risorse idriche”. L’Assemblea ha infatti approvato un ordine del giorno - proposto da Mazzotti e Fiammenghi – nel quale si ribadisce che “l’acqua è un diritto universale che abbiamo il compito di conservare anche per le future generazioni e non è assoggettabile a meccanismi di mercato. La sua gestione non può prescindere da una impostazione partecipativa e integrata che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella definizione delle politiche a livello locale”. Fiammenghi e Mazzotti citano quindi la positiva collaborazione tra gli enti emiliano-romagnoli che hanno oggi la responsabilità sul ciclo delle acque e le Istituzioni locali “nell’interesse delle cittadinanze amministrate”.
L’ordine del giorno sottolinea infatti che “la nostra Regione già da parecchi anni sta portando avanti un processo di trasformazione dei servizi pubblici che fa cardine su un forte ruolo pubblico nella programmazione degli investimenti, nella determinazione della tariffa e nel controllo dei risultati, a cui fa da contraltare una gestione affidata ad imprese a cui si chiede capacità di sviluppare i servizi, interconnettere gli impianti, investire nella ricerca e nel’innovazione, al fine di ottenere sull’intero territorio regionale un prodotto accessibile a tutti, di buona qualità e a prezzo controllato”.
L’Assemblea legislativa invita quindi la Giunta “a sollecitare il Governo a riaprire una discussione reale ampia e partecipata sul tema delle risorse idriche, che coinvolga le Regioni, in quanto costituzionalmente titolate, e gli Enti locali”. Contemporaneamente l’Assemblea legislativa chiede alla Giunta “di verificare, cercando l’intesa con le altre Regioni, se esistano gli estremi per una impugnazione dell’articolo 15 innanzi alla Corte costituzionale o per altre forme di ricorso a livelo europeo”. |
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| 13.11.2009 |
| Un sostegno concreto alle giovani coppie che intendono acquistare una casa |
L’Assemblea regionale ha approvato a maggioranza (contrari fi-pdl, an-pdl, lega nord e udc; astenuto per l’e-r) il programma di edilizia residenziale pubblica “Una casa per le giovani coppie”.
Il provvedimento, che stanzia 13 milioni e 300 mila euro, intende aiutare le nuove generazioni ad acquistare una casa e contribuire al rilancio dell’economia in un momento di crisi. I giovani, di età non superiore a 35 anni, riceveranno da 10.000 a 13.000 euro come contributo per comprare la prima casa di proprietà dopo un periodo di locazione di massimo 4 anni, a canone inferiore a quello di mercato e comunque non superiore ai 400 euro al mese.
«L’iniziativa rivolta alle giovani coppie è parte integrante degli interventi regionali in materia di politiche abitative – afferma il consigliere regionale del PD Miro Fiammenghi. Il programma dei 3.000 alloggi, i contratti di quartiere tre, l’edilizia residenziale sociale da attuare con i piani urbanistici, i 1900 alloggi recuperati dal patrimonio Erp e riassegnati danno l’idea di una spesa importante per fronteggiate su più fronti l’emergenza abitativa». «In questa fase di precarietà del lavoro, di difficoltà economiche e di prezzi delle case elevate – prosegue Fiammenghi – che riguardano principalmente le nuove generazioni, è un dovere dare una mano a chi fatica ad accedere ad un alloggio in proprietà. Si deve inoltre aiutare un mercato immobiliare in difficoltà con oltre 50.000 alloggi invenduti».
Il programma della Legge approvata prende le mosse dalla legge regionale 24 del 2001, e si caratterizza anche per le scelte di semplificazione amministrativa e responsabilizzazione delle giovani coppie. E’ infatti previsto che gli operatori economici - individuati attraverso Intercenter - mettano a disposizione appartamenti con precise caratteristiche tecniche e a prezzi vantaggiosi. Le giovani coppie, entro due mesi dalla pubblicazione della lista degli alloggi disponibili, potranno sottoscrivere un pre-contratto, scegliendo liberamente l’operatore e contrattando con lui le modalità di acquisto dell’immobile. Poi, attraverso Internet, per ottenere il contributo regionale, dovranno manifestare il proprio interesse all’acquisizione di un alloggio, in locazione con proprietà differita, attraverso una procedura di selezione informatica denominata ‘Click-day Giovani coppie’ sul sito di Intercenter (www.intercent.it). La graduatoria terrà conto dell’ordine cronologico di prenotazione informatica.
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| 05.11.2009 |
| I Consiglieri regionali Fiammenghi e Mazzotti: "Soddisfazione per la sentenza che autorizza la caccia allo storno" |
"La decisione del Consiglio di Stato (che segue analogo pronunciamento del Tar) - affermano i consiglieri regionali Pd Miro Fiammenghi e Mario Mazzotti - di respingere la richiesta avanzata da organizzazioni animaliste di sospendere la caccia allo storno, conferma la validità della politica amministrativa della Regione Emilia Romagna che autorizza la caccia allo storno in deroga per contenere i danni che questa specie animale arreda alle colture agricole. La sentenza mette quindi fine a una querelle giuridica che da anni crea incertezze tra cacciatori e agricoltori.
Da sempre la politica venatoria della Regione e delle istituzioni locali è stata volta a favorire il prelievo venatorio nel rispetto dei calendari annuali e in collaborazione con le associazioni agricole che da anni denunciano i danni che animali come lo storno arrecano alle varie colture. Lo scorso anno tali danni sono ammontati a quasi 300 mila euro.
La collaborazione tra associazioni venatorie e agricole è una delle forme più avanzate di concertazione che non può essere messa continuamente in discussione da organizzazioni che agiscono esclusivamente in maniera preconcetta nei confronti della caccia".
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